Home Curiosità Beverly Hills Cop compie 35 anni: recensione e curiosità del classico anni ’80 con Eddie Murphy

Beverly Hills Cop compie 35 anni: recensione e curiosità del classico anni ’80 con Eddie Murphy

Blogo celebra i 35 anni dall’uscita nelle sale della commedia d’azione “Beverly Hills Cop” con protagonista Eddie Murphy.

pubblicato 5 Dicembre 2019 aggiornato 18 Dicembre 2020 10:51

Il 5 dicembre 1984 usciva nei cinema americani Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills, un film che consacrò lo status di divo dell’attore e comico Eddie Murphy e che come molti classici “made in Hollywood” venne in origine scritto in un modo e poi nella sua sua fase di sviluppo divenne qualcos’altro. Come accaduto con E.T. che nacque come un horror e Pretty Woman che in origine era un dramma, anche “Beverly Hills Cop” in principio era un poliziesco scritto per Mickey Rourke e in seconda battuta per Sylvester Stallone e in seguito, dopo l’abbandono dell’attore per differenze creative (Sly poi riutilizzerà alcune delle sue idee per “Cobra”), venne interamente riscritto ampliando l’elemento comedy a misura del nuovo protagonista Eddie Murphy, all’epoca reduce da un paio di successi del calibro di 48 ore e Una poltrona per due.

 

 

La trama

 

Axel Foley (Eddie Murphy) è un poliziotto di Detroit dall’incredibile faccia tosta che non ama regole e mezze misure e utilizza sistemi ben poco ortodossi per catturare criminali e sventare piccoli traffici illegali nella sua città. Purtroppo ogni arresto portato a termine è seguito da una serie di disastri che mettono in cattiva luce il dipartimento e fanno infuriare i suoi superiori.

Foley si rtiroverà senza volerlo nel bel mezzo di uno scottante caso di traffico di valuta, quando un suo vecchio amico d”infanzia, che vive di truffe ed espedienti, viene freddato da un paio di killer. Il caso però finisce nelle mani di un collega di Foley e quest’ultimo è costretto ad usufruire di un periodo di vacanza per indagare non ufficialmente in quel di Los Angeles.

Infatti l’ultimo posto frequentato dall’amico prima di partire per Detroit è una galleria d’arte di Beverly Hills dove Foley incontrerà Jenny (Lisa Eilbacher), un’altra amica d’infanzia che per aiutarlo gli presenterà il direttore della galleria e suo capo, l’ambiguo Victor Maitland (Steven Berkoff).

A Foley non piace l’uomo e non piacciono le sue risposte, così Maitland infastidito a sua volta dall’insistenza del poliziotto lo fa cacciare dalla galleria e arrestare per aggressione. E’ cosi che Foley incontrerà la coppia di poliziotti Billy Rosewood (Judge Reinhold) e John Taggart (John Ashton), nonchè il loro irascibile capo Andrew Bogomil (Ronny Cox), che lo affiderà ai due agenti che avranno il compito di scortarlo all’aereoporto per un repentino rientro in città.

Naturalmente Foley non mollerà l’osso e dopo aver seminato i due poliziotti tornerà alla carica scoprendo che Maitland è impegnato in un lucroso traffico illegale di titoli al portatore. Scoperta che metterà in pericolo lui, la sua amica Jenny e coinvolgerà in un rocambolesco arresto il recalcitrante Taggart ormai prossimo alla pensione e Rosewood che invece è entusiasta dei modi spicci e della sfacciataggine del suo collega di Detroit.

 

 

La recensione

 

“Beverly Hills Cop” è una riuscita commistione di poliziesco, comedy e azione, un equilibrio davvero notevole che fa entrare il film diretto dal candidato all’Oscar Martin Brest (Prima di mezzanotte, Scent of a Woman – Profumo di donna) tra le migliore commedie di sempre, a sostegno di ciò ci sono diversi riconoscimenti collezionati dal film, vedi una candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale, due candidature ai Golden Globes (miglior film e attore comedy) e un Grammy e una candidatura ai BAFTA per la trascinante colonna sonora con musiche originali di Harold Faltermeyer (Top Gun), autore dell’iconico tema principale “Axel F”, e brani di Patti LaBelle e Pointer Sisters.

Da segnalare anche l’accurato casting di caratteristi che contornano Eddie Murphy e diventano puntuali “spalle” alle numerose gag e battute che costellano il film, molte delle quali improvvisate da Murphy sul set. Particolarmente azzeccata la coppia di poliziotti “Taggart & Rosewood” interpretata da John Ashton e Judge Reinhold: il primo più anziano costantemente irritato dal comportamento rozzo di Foley arrivato a portare scompiglio nella lussuosa e tranquilla Beverly Hills, mentre il partner più giovane e in cerca di emozioni, appare divertito dai modi schietti e spicci del nuovo arrivato. Azzeccati anche i “cattivi” del film, l’inglese Steven Berkoff nei panni del losco trafficante Maitland i cui crediti includono Arancia Meccanica, Barry Lyndon e 007 Octopussy – Operazione piovra dove interpreta un fanatico generale sovietico, ruolo quello di spietato militare sovietico che Berkoff riprenderà l’anno dopo in Rambo 2 – La vendetta. Nei panni di Zack, “scagnozzo”  di Maitland, troviamo invece Jonathan Banks volto particolarmente adatto al ruolo di “villain” che aveva già collaborato con Murphy in “48 ore”, tra i suoi crediti ricordiamo Gremlins, Trappola sulle Montagne Rocciose e più recentemente le serie tv Breaking Bad e Better Call Saul. Il cast include anche Ronny Cox (Robocop) nei panni del severo ma bonario Tenente Andrew Bogomil che cerca di liberarsi senza successo dal fastidioso Foley e Bronson Pinchot (Risky Business) che mette in scena uno spassoso duetto con Murphy nei panni di Serge, assistente gay di una galleria d’arte, ruolo che Pinchot riprenderà dieci anni dopo in Beverly Hills Cop III.

Ricordiamo che”Beverly Hills Cop” ha anche fruito del memorabile doppiaggio del compianto Tonino Accolla che ha prestato la voce a Murphy sin dall’esordio “48 ore” e lanciato la risata un po’ cafona, ma coinvolgente che diventerà il marchio di fabbrica dell’attore. Accolla scomparso nel 2013 e noto anche per le voci di Jim Carrey nei film di Ace Ventura e di Homer Simpson nella serie animata I Simpson doppierà Murphy fino al 2009, anno della commedia per famiglie Immagina che.

All’epoca della sua uscita il film fu un grande successo d’incassi e mancò la vetta del box-office a causa di un altro memorabile classico, il Ghostbusters di Ivan Reitman. “Beverly Hills Cop” resta ad oggi inarrivabile rispetto al buon sequel Beverly Hills Cop II di Tony Scott e al deludente “Beverly Hills Cop III”, quest’ultimo un sequel palesemente fuori tempo massimo e paragonabile per intenti e risultati al fallimentare Crocodile Dundee 3.

 

 

Curiosità

  • Il film è stato candidato ad un Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
  • Eddie Murphy ha improvvisato molte delle sue battute come hanno fatto anche John Ashton e Judge Reinhold. Letteralmente centinaia di ciak sono stati rovinati da membri della troupe o attori o lo stesso regista, che non riuscivano a smettere di ridere durante le riprese. Durante il monologo sui “super-poliziotti” si vede Ashton che rivolge lo sguardo verso il basso in segno di frustrazione apparente, ma se si guarda con più attenzione, si può vedere che l’attore è in realtà sta ridendo. Durante quella scena Reinhold si mise la mano in tasca pizzicandosi la coscia, ma era davvero difficile non ridere.
  • Durante la sua filippica al Beverly Palms Hotel, Axel finge di scrivere un articolo intitolato “Michael Jackson: Sitting on Top of the World” per la rivista Rolling Stone. Nella vita reale Playboy ha pubblicato un articolo intitolato “Eddie Murphy: Sitting on Top of the World”.
  • Originariamente due uomini dovevano lavorare nelle scene della galleria d’arte. Quando il regista vide il Serge di Bronson Pinchot pensò che fosse così esilarante che ridimensionò l’altro ruolo per dare più tempo a Pinchot su schermo. Il secondo attore si presenta solo brevemente con il colletto della camicia troppo aperto, su cui Serge fa un commento.
  • Quando hanno girato le scene della stazione di polizia, Eddie Murphy si è stancato molto. La troupe gli ha offerto del caffè, ma l’attore si è rifiutato di berlo perché era contro l’assunzione di stimolanti di alcun tipo. Alla fine Murphy ha però ceduto e ha bevuto piccoli sorsi di caffè per rimanere sveglio. Come risultato della sua prima assunzione di caffeina, Murphy era sovreccitato ed ha improvvisato il monologo sui”super-poliziotti”.
  • La sceneggiatura è stata letteralmente messa insieme da una mezza dozzina di copioni scritti per questo progetto nel corso degli anni. Quando sul set si restava bloccati Eddie Murphy improvvisava dialoghi o creava una nuova scena.
  • Il film è stato scritto per Sylvester Stallone, con il personaggio di Michael Tandino che doveva essere suo fratello e Jenny Summers il suo interesse amoroso. Due settimane prima dell’inizio delle riprese, Stallone è stato improvvisamente sostituito con Eddie Murphy con una massiccia riscrittura della sceneggiatura.
  • Axel Foley doveva originariamente essere interpretato da Sylvester Stallone o Mickey Rourke. Stallone ha lasciato il progetto e utilizzato alcune delle sue idee per lo script per girare Cobra (1986). Altri attori che sono stati presi in considerazione per il ruolo di Axel Foley erano Al Pacino e James Caan.
  • Il Capo della polizia Hubbard (Stephen Elliott) entra nella sua prima scena portando alcuni fogli arrotolati di carta. In realtà è uno dei molti script rielaborati, che gli è stato dato per memorizzare e provare pochi minuti prima che iniziasse la ripresa della scena.
  • L’ispettore Todd della polizia di Detroit è stato interpretato dall’allora Detective Gilbert R. Hill della Omicidi di Detroit. Il Det. Hill in seguito entrò in politica vincendo un seggio come Presidente del Consiglio Comunale di Detroit.

  • Quando cercano di trovare Foley e Rosewood la polizia di Los Angeles utilizza un “Sistema di localizzazione satellitare” (l’antenato del moderno GPS – Global Positioning System). Un tale sistema non esisteva al momento in cui si è girato il film ed è stato inventato come escamotage per far avanzare la trama, ma in seguito è stato realmente ideato.
  • È stato il film “vietato ai minori” di maggiore incasso negli Stati Uniti fino a quando Matrix Reloaded (2003) lo ha eclissato diciannove anni più tardi. Se si tenesse conto dell’l’inflazione si tratterebbe del terzo film “R-rated” più visto dopo L’esorcista (1973) e Il Padrino (1972).
  • Bronson Pinchot ha “rubato” accento e manierismi per il suo personaggio Serge da un membro della troupe con cui aveva lavorato in un progetto precedente.
  • Richard Pryor è stato considerato per il ruolo di protagonista.
  • Molte delle inquadrature della scena di apertura sono stati girate per le strade di Detroit all’insaputa degli “attori” che in seguito hanno dato il loro consenso. In realtà il regista Martin Brest doveva essere scortato dalla polizia che però avrebbe rifiutano di seguirlo pensando fosse troppo pericoloso. Brest e la troupe tuttavia non rinunciarono e andarono avanti con il loro lavoro senza scorta.
  • A Martin Scorsese è stata offerta la possibilità di dirigere, ma il regista rifiutò dicendo che la premessa gli ricordava troppo di L’uomo dalla cravatta di cuoio (1968).
  • La pistola che Axel Foley usa nel film è una pistola P35 Browning 9mm (conosciuta negli USA come la Browning Hi-Power, prodotta dalla Fabrique Nationale di Herstal, Belgio), la stessa pistola usata dai corpi speciali britannici del SAS.
  • Steven Berkoff (Maitland) ha confessato di detestare il film.
  • Il cancello d’ingresso alla casa di Victor Maitland era anche l’ingresso alla casa dei genitori di David in Appuntamento al buio (1987).
  • David Cronenberg ha rifiutato di dirigere il film.
  • Nella locandina del film, dove Axel è appoggiato sulla Mercedes e in possesso di una pistola, viene mostrato con 1911-style .45 automatica. Tuttavia il personaggio utilizza una 9mm Browning per tutto il film. E’ anche interessante notare che questo particolare errore lo ritroviamo anche nel poster di Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II (1987), dove Axel è appoggiato contro la famosa insegna di Beverly Hills. Questo errore è stato corretto nel manifesto per Beverly Hills Cop III – Un piedipiatti a Beverly Hills III (1994), che mostra Axel che finalmente impugna una 9 millimetri Browning.

  • Il regista Martin Brest appare alla fine del film in un cameo: è l’impiegato che controlla Axel fuori dall’hotel.
  • In una delle bozze precedenti scritte per Sylvester Stallone, Billy Rosewood era chiamato “Siddons” e veniva ucciso a metà film durante una delle scene d’azione ritenute”troppo costose” dalla Paramount. Solo dopo che Martin Brest ha ingaggiato Judge Reinhold e John Ashton è stata presa la decisione di lasciare Rosewood vivo a causa della notevole sintonia con Taggart.
  • Il finale originale per il progetto che vedeva protagonista Stallone si svolgeva in notturna e si concludeva con un inseguimento tra Victor in una Lamborghini e Axel in una Pontiac GTO turbo. Victor finiva ucciso dopo che la sua auto si schianta contro un treno in arrivo.
  • La prima versione dello script vedeva coinvolto un poliziotto di East Los Angeles trasferito a Beverly Hills, prima di evolversi nella storia di un poliziotto della costa orientale in trasferta a Beverly Hills per vendicare la morte del suo amico.
  • Le musiche originali del film sono di Harold Faltermeyer (Tango & Cash), compositore tedesco noto per le colonne sonore cinematografiche Synth pop degli anni ottanta. Tra i suoi pezzi più conosciuti oltre ad “Axel F”, il tema principale di Beverly Hills Cop, c’è anche “Anthem” del film Top Gun composta con il supporto del chitarrista Steve Stevens.
  • Il tema musicale di Axel Foley è stato realizzato con 3 sintetizzatori: un Roland Jupiter 8, un Roland JX-3P e uno Yamaha DX-7.
  • La canzone che si ascolta durante la scena allo stripclub è “Nasty Girl” di Vanity ed è stata raccomandata dalla vera spogliarellista che è stata ingaggiata per la scena.
  • Il film costato 15 milioni di dollari fu un grande successo commerciale del 1984 (secondo solo a “Ghostbusters”), il suo incasso nel mondo ha superato quota 316 milioni di dollari.

 

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